A spasso con i poeti… A Sirmione!

Pubblicato il ago 17, 2017 | 0 commenti

di Alice Colombo

 

Nella puntata precedente abbiamo lasciato un Ugo Foscolo disperato di non potere più rientrare nella terra natia, la splendida isola di Zacinto (ora Zante). Il poeta latino Catullo, dopo un lungo e faticoso viaggio, può invece tornare alla sua Sirmione, la “perla” del lago di Garda, la più bella tra tutte le penisole e le isole che si affacciano sulle acque (l’uno e l’altro Nettuno).

La gioia del ritorno a casa è immensa, perché significa liberarsi di tutti i problemi e, finalmente, riposare nel luogo accogliente per eccellenza. Questa è l’unica ricompensa per le fatiche e i disagi subiti (ricordiamo che in antichità i viaggi erano spesso molto pericolosi).

Sirmione per Catullo è “ocellus” (diminutivo affettuoso che potremmo tradurre con “occhietto” o “perla”) e, personificata, viene invitata dal poeta a ridere con lui, partecipando così alla gioia generale.

 

La stretta penisola di Sirmione si affaccia sul lago di Garda

La stretta penisola di Sirmione si affaccia sul lago di Garda

 

Ed ecco quindi il catulliano carme 31, in latino e in italiano:

Paene insularum, Sirmio, insularumque
Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
Marique vasto fert uterque Neptunus,
Quam te libenter quamque laetus inviso,
Vix mi ipse Thyniam atque Bithynos
Liquisse campos et videre te in tuto.
O quid solutis est beatius curis,
Cum mens onus reponit, ac preregrino
Labore fessi venimus larem ad nostrum
Desideratoque acquiescimus lecto.
Hoc est, quod unumst pro laboribus tantis.
Salve, o venusta Sirmio, atque ero gaude:
Gaudete Vosque, o Lydiae lacus undae:
Ridete, quidquid est domi cachinnorum.

O Sirmione, perla di tutte le penisole e isole,
Tutte quelle che (isole e penisole) nei limpidi laghi
E nel vasto mare sostiene l’uno e l’altro Nettuno,
Quanto volentieri e con quanta gioia torno a vederti,
A stento credendo di avere finalmente lasciato la Tinia e
I campi Bitini e di vedere te sano e salvo.
Ah che cosa c’è di più dolce dell’essere libero da preoccupazioni,
Quando l’anima si libera del peso, e
Stanchi della fatica del viaggio, giungiamo alla nostra casa
E riposiamo nel letto desiderato.
Questa è l’unica ricompensa, in cambio di tante fatiche.
Ti saluto, o bella Sirmione, e godi per il padrone:
Godete anche voi, onde lidie del lago:
Ridete, voi tutte risate, che siete nella mia casa.

 

Le "Grotte di Catullo", resti di una villa romana a Sirmione

Le “Grotte di Catullo”, resti di una villa romana a Sirmione