A spasso con i poeti… A Zacinto

Pubblicato il ago 12, 2017 | 0 commenti

di Alice Colombo

 

Zacinto

 

Qualcuno è in vacanza, qualcun altro assapora il clima torrido di questa estate barricandosi in casa appena possibile. A entrambe le categorie proponiamo un viaggio a puntate alla scoperta di alcuni luoghi magici, che per un motivo o per l’altro hanno ispirato poeti e generazioni di lettori.

Naturalmente, se avete suggerimenti per ampliare il nostro diario di viaggio, scriveteci pure!

Cominciamo navigando verso Zante (che ai tempi del Foscolo si chiamava Zacinto), la splendida isola greca cantata dal poeta nell’omonimo meraviglioso sonetto.

 

A Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde
Ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
Del greco mar, da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
Col suo primo sorriso, onde non tacque
Le tue limpide nubi e le tue fronde
L’inclito verso di Colui che l’acque

Cantò fatali, ed il diverso esiglio
Per cui bello di fama e di sventura
Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
O materna mia terra; a noi prescrisse
Il fato illacrimata sepoltura.

Ugo Foscolo

 

La “chiara e selvosa Zacinto” nel cui mare, secondo Esiodo, nacque Venere, dea dell’amore e della vita,  per Foscolo significa casa: la terra materna che lo accolse fin da bambino e che ora non può raggiungere per via dell’esilio cui è condannato.

Perfino Ulisse, dopo aver vagato dieci anni nel Mediterraneo, approda alla sua Itaca. Al contrario dell’eroe greco Foscolo non può tornare e sfoga la sua nostalgia per Zacinto. Come non averne?