Campus

Se negli anni passati non era poi così importante conoscere l’inglese, oggi non saperlo parlare almeno sufficientemente, può rappresentare per le persone, un vero e proprio “handicap sociale”.

La conoscenza di questa lingua consente infatti  non solo di accedere a tantissime informazioni  che sarebbero altrimenti precluse, ma rappresenta lo strumento essenziale per poter  viaggiare e soprattutto sempre più, lavorare.

Vista l’importanza  della stessa, l’Associazione Amaltea  si è già messa al lavoro per predisporre un progetto di Campus in lingua inglese da implementare presso la scuola media Salvo D’Acquisto di Muggiò a partire dalla seconda settimana di giugno.

Venerdì 20 giugno 2014, si è chiuso fra l’entusiasmo e il divertimento generale, il campus in lingua inglese organizzato dall’Associazione Culturale Amaltea presso la scuola Salvo D’Acquisto di Muggiò.

Partito il 9 giugno con quasi 40 ragazzi, divisi fra scuole elementari e medie, l’english camp organizzato da Amaltea è stato intenso in tutti i sensi.

Nei dieci giorni di frequenza i partecipanti, affiancati da 5 tutors inglesi, sono stati immediatamente coinvolti in attività creative, di gioco didattico, di canto, di musica e di teatro.

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In effetti si è trattato di un campus “insolito” e, chi all’inizio pensava di doversi abbandonare al gioco sfrenato per l’intera durata dello stesso, si è dovuto subito ricredere ma, visto l’entusiasmo finale, lo ha fatto con immenso piacere scoprendo che in dieci giorni, si possono fare tante cose interessanti e divertenti che non siano semplicemente ascrivibili a partite di pallone o cose del genere.

Grazie all’esperienza teatrale di alcune tutors, il campus è stato pensato per offrire oltre al necessario gioco, anche spazi di riflessione e di apprendimento nonché di lavoro creativo volto a potenziare l’immaginazione, la collaborazione, il confronto e l’espressione  sia verbale che corporea.

Ogni giornata è stata strutturata su tre tipologie di attività ovvero sull’apprendimento del copione fatto di parti recitate e cantate, sulla creazione delle scenografie, dei costumi e degli strumenti musicali destinati allo show finale e sul gioco didattico.

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Attraverso questo intenso lavoro ricchissimo di emozioni, i ragazzi hanno preparato in solo dieci giorni attraverso una rappresentazione teatrale, la vera storia del leggendario Hiawatha, l’indiano del nord America vissuto nel XII secolo. Un uomo di gran coraggio e amore per tutte le tribù indiane che, aiutato dallo spirito di suo nonno, il grande Manito (uomo di pace), riuscì ad unire cinque tribù, dopo anni di conflitto, creando così la confederazione delle cinque nazioni.

Allo spettacolo finale hanno preso parte i genitori di tutti i ragazzi che, come era prevedibile, si sono “armati” di macchine fotografiche e videocamere per immortalare uno spettacolo che li ha sicuramente sorpresi. Infine tutti al buffet a sorseggiare allegramente una bibita fresca.

 

 

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