La mediazione nella scuola: una risorsa preziosa nella gestione dei conflitti

Pubblicato il gen 23, 2015 | 0 commenti

 

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di: Emanuela Zaini, Erica Trolese e Cesare Turra

Già nell’articolo precedente, in cui è stato trattato il tema della mediazione  nei suoi aspetti generali, era stata sottolineata l’importanza di insegnare ai ragazzi uno strumento alternativo per la risoluzione di conflitti, da utilizzare anche all’interno delle mura scolastiche.

La scuola, infatti, è un luogo – una comunità – nel quale soggetti diversi per età, ruolo, origine, cultura interagiscono tra loro. La scuola riflette infatti il nostro contesto culturale e di vita, caratterizzato da globalità, multidimensionalità e complessità, e si trova a dover affrontare nuove sfide sotto il profilo della diversità culturale, della pluralità degli individui e dei modelli educativi. Ragazzi, famiglie, insegnanti, preside e collaboratori scolastici, si trovano a condividere spazi e tempi. Data la differenza di obiettivi e di esigenze, è comprensibile come la comunità scolastica possa diventare frammentata. La frammentazione può generare situazioni conflittuali o di incomprensione, non solo tra i ragazzi, ma anche tra questi e gli adulti e, talvolta, tra gli stessi adulti con conseguenze spesso negative. Cosa si può fare per gestire i conflitti e per creare un ambiente più coeso? Lo strumento della mediazione può rappresentare una risposta.

Si tratta infatti di imparare l’uso di questo strumento per gestire le situazioni di conflitto, evitando il loro amplificarsi. Inimmaginabile è pensare che in una comunità, grande o piccola che sia, il conflitto non sia presente. Il conflitto è insito in qualsiasi comunità: la mediazione ci permette di gestirlo avendo come obiettivo quello della coesione, e non della pace. Le situazioni conflittuali possono portare con sé conseguenze negative, ma sono anche una risorsa per crescere e imparare dai propri errori. Apprendendo l’abilità a  “stare” e “sostare” nel conflitto, gestendolo come un fenomeno sociale naturale, esso diventa una potenzialità per ridefinire positivamente una relazione che altrimenti verrebbe meno. In quest’ottica la mediazione in ambito scolastico non rappresenta solamente un mezzo finalizzato alla composizione delle controversie, ma diventa anche uno strumento educativo che sviluppa la crescita relazionale ed emozionale dei soggetti coinvolti. Nei progetti in ambito scolastico ad essere coinvolti non sono solo i ragazzi, ma anche tutti gli adulti che formano la comunità e che partecipano al suo sviluppo. Infatti, lo strumento mediativo rappresenta un valido stratagemma anche per la formazione degli insegnanti, spesso in difficoltà e sempre più soli nella gestione dei ragazzi.

Nei progetti che presentiamo, riteniamo utile coinvolgere anche le famiglie affinché i ragazzi possano trovare una coerenza tra quanto vissuto e sperimentato nella scuola e la vita familiare. Ciò permetterà ai ragazzi di poter utilizzare lo strumento in qualsiasi contesto di vita.

Quanto sperimentato a scuola diventa un patrimonio spendibile nella vita di tutti i giorni, nei rapporti con i familiari, con gli amici, con i compagni di sport: la capacità di risoluzione non violenta  dei conflitti, lo sviluppo di attitudini di cooperazione e di rispetto dell’altro, il miglioramento delle competenze comunicative, rappresentano un bagaglio che accompagna sempre il ragazzo nel suo percorso di vita. Genitori ed insegnanti devono sostenere questo processo, cooperando attraverso un approccio educativo teso al rafforzamento di tali competenze.

Il coinvolgimento degli adulti permetterà di unire la comunità, incentivando negli alunni l’autoregolazione, nella ricerca di soluzioni autonome ed alternative di gestione dei conflitti. Ciò favorirà una loro risoluzione più rapida e meno costosa in termini sociali ed economici.

Utilizzare la mediazione in ambito scolastico favorirebbe lo sviluppo di un’educazione all’apertura e al dialogo, attraverso una partecipazione diretta degli studenti, che diventerebbero soggetti attivi nella gestione delle loro relazioni.

Gli studenti, una volta formati, diventano loro stessi mediatori, utilizzando la mediazione per risolvere autonomamente i piccoli conflitti che si generano all’interno della scuola. In Paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna, nelle scuole sono presenti veri e propri sportelli di mediazione, nei quali alcuni studenti appositamente formati intervengono per risolvere conflitti tra ragazzi, venendo affiancati, nei casi più complessi, da mediatori professionisti.

Dati questi punti di forza, sarebbe auspicabile sviluppare ed implementare l’utilizzo della mediazione anche nei nostri istituti scolastici.