Leggere leggende: Digitale purpurea, il fiore delle streghe

Pubblicato il nov 19, 2017 | 0 commenti

di Alice Colombo

 

Chi non ha mai gustato il piacere di una passeggiata nella natura e non è rimasto affascinato dalla bellezza dei fiori selvatici? Spesso la tentazione di raccoglierli è forte, ma attenzione: potreste imbattervi nella digitale purpurea.

 

Digitale purpurea disegnata su un libro di erboristica

Digitale purpurea disegnata su un libro di erboristica

 

Ecco come ne parla Giovanni Pascoli nell’omonima poesia:

“…quel segreto canto

misterioso, con quel fiore, fior di…?»

«morte: sì, cara». «Ed era vero? Tanto

io ci credeva che non mai, Rachele,

sarei passata al triste fiore accanto.

Ché si diceva: il fiore ha come un miele

che inebria l’aria; un suo vapor che bagna

l’anima d’un oblìo dolce e crudele.”

 

Il poeta sta immaginando un dialogo tra la sorella e un’amica del collegio. Le due fanciulle sono invitate dalla Madre maestra a non avvicinarsi mai a quel fiore situato nell’angolo del giardino, perché il suo profumo è velenoso. Ma il tutto è simbolico e la digitale purpurea assume per Pascoli il significato della tentazione erotica, che attrae e allo stesso tempo provoca un senso di colpa.

 

Digitale purpurea rappresentata in un quadro di Van Gogh

Digitale purpurea rappresentata in un quadro di Van Gogh

 

Ci sarà un fondo di verità nell’influsso malefico di questa piantina?

La povera digitale (chiamata anche “guanto della volpe”) è in realtà un’utile pianta medicinale, utilizzata da un medico del XVIII secolo come rimedio per le malattie cardiache. Il suo benefico influsso era conosciuto anche prima del ‘700, ma guai ad ammettere di conoscere le proprietà delle erbe quando si poteva essere accusati di stregoneria!

Le donne, non potendo studiare medicina in quanto tali, si tramandavano oralmente i rimedi popolari che prevedevano l’utilizzo delle piante: artemisia, assenzio, insalate, tisane sono solo alcuni esempi. Tra di essi sembra vi fosse anche la digitale, vegetale benefico quanto pericoloso. Infatti, il guanto della volpe poteva guarire un paziente oppure ucciderlo, a seconda delle dosi somministrate, tant’è che attualmente non viene più utilizzato per fini curativi.

 

Digitalis purpurea

Digitalis purpurea