Libri per ragazzi e non solo: Diario di uno sfigato innamorato

Pubblicato il ago 19, 2017 | 0 commenti

di Alice Colombo

 

Shakespeare Shapiro è un ragazzo che frequenta l’ultimo anno del liceo Ernest Hemingway a New York. Gli obiettivi di questi ultimi mesi di scuola sono stati impressi nella sua mente a caratteri cubitali dal ferro rovente dell’ossessione adolescenziale: essere ammesso al college e trovare una ragazza, uscendo finalmente dalla condizione di “sfigato”. Peccato che ogni singolo aspetto della sua vita, fin da piccolo, remi contro di lui, specialmente nel secondo ambito, quello che assorbe la quasi totalità delle sue energie.

 

copertina

 

Shakespeare detesta il suo nome, che ritiene troppo prestigioso per uno come lui, trema all’idea di essere al centro dell’attenzione, si sente inadeguato qualunque azione intraprenda e, proprio per questo, si imbarazza e si trova coinvolto  in situazioni ridicole. Se nei paraggi c’è una giovane rappresentante del sesso femminile, poi, Shakespeare indossa l’armatura del disfattista incallito: “non uscirà mai con me, tanto vale risparmiarsi la figura dello stupido e non chiederglielo nemmeno”.  Salvo poi renderla oggetto dei suoi sogni più inconfessabili.

La famiglia non aiuta: il fratello più piccolo, Gandhi, non possiede le inibizioni del maggiore e si permette di girovagare mano nella mano con la sua ragazza. I genitori, rimasti nell’intimo figli dei fiori, richiamano all’ordine i due figli in nome di un’autorità alla quale essi stessi non credono fino in fondo. Meno male che ci sono gli amici, anzi, il migliore e unico amico Neil, a cui confidare le proprie disgrazie per ottenere utili consigli…ovviamente dopo aver subito la spontanea risata che lo assale dopo avere ascoltato la disavventura del giorno.

 

Shakespeare viene trascinato dal padre a una partita di baseball e si becca una palla in faccia

Shakespeare viene trascinato dal padre a una partita di baseball e si becca una palla in faccia

 

Sembra proprio che non ci sia scampo per Shakespeare, prigioniero di una gabbia che egli stesso si è costruito negli anni e che, solo superficialmente, cerca di forzare. La sua fissazione sessuale è proprio la cartina di tornasole del suo atteggiamento negativo e ossessivo. La soluzione, però, è a portata di mano: per acquisire sicurezza il giovane Shakespeare deve puntare su ciò che gli riesce meglio, scrivere. È tempo di arrendersi all’evidenza e di accettare una capacità che sembra cucita su misura per colui che porta il nome del più importante poeta inglese. Solo tramite la scrittura può mostrarsi per quello che è, e anche il suo approccio con le ragazze inizia lentamente a cambiare…

 

Entro la fine dell'anno ogni allievo deve scrivere la storia della propria vita

Entro la fine dell’anno ogni allievo deve scrivere la storia della propria vita

 

Il narratore alterna nel romanzo capitoli che si susseguono in ordine cronologico, da Settembre a Giugno dell’ultimo anno di liceo, a capitoli in flash back (che in letteratura è meglio definire analessi) in cui ci regala gli episodi salienti della propria disperata condizione di sfigato, riesumandoli dalla memoria.

Non è raro che un ragazzo dell’età di Shakespeare percepisca la propria vita come un disastro e, a prescindere dall’ironia con cui l’autore (Jake Wizner, al suo primo romanzo) indubbiamente condisce il racconto, questa lettura può esserci utile per riflettere sul nostro comportamento di genitori o di figli. Per i genitori occorre ricordare che il buon esempio è più efficace di qualunque discorso se vogliamo farci ascoltare; per i figli, che se anche non abbiamo modelli di vita esaltanti da seguire, non possiamo dare la colpa dei nostri piccoli fallimenti agli altri, ma dobbiamo rimboccarci le maniche, cercare i nostri punti di forza e puntare sulle nostre qualità.

 

Amicizia

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