Libri per ragazzi e non solo: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Pubblicato il ago 8, 2017 | 0 commenti

di Alice Colombo

 

cover

 

Christopher Boone ha 15 anni, 3 mesi e 2 giorni; odia il giallo e il marrone, ama il rosso e conosce tutti i numeri primi fino a 7507. Christopher ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo che compromette seriamente le relazioni sociali, ma non gli impedisce di sviluppare capacità logiche impressionanti, specialmente in ambito matematico.

Dopo la morte della madre, Christopher continua a vivere con il padre nella tranquilla cittadina di Swindon, in Inghilterra. La quiete della via, popolata da villette familiari, viene però sconvolta da un brutale assassinio: Wellington, il barboncino nero della signora Shears, viene infilzato da un forcone nel suo giardino. A trovare il corpo per primo è proprio il ragazzo, che, contravvenendo agli ordini del padre (“Vedi di non ficcare il naso negli affari degli altri”), decide di scoprire il colpevole, raccogliendo indizi e formulando deduzioni secondo il metodo del suo eroe, Sherlock Holmes.

 

barboncino nero

 

La situazione precipita quando Christopher trova nell’armadio del padre alcune lettere a lui indirizzate e scopre che sua madre è viva e abita a Londra con il marito della signora Shears. A nulla valgono i tentativi del padre di calmarlo e di giustificare le bugie dei due anni precedenti: quando Christopher apprende che proprio suo padre, in uno scatto di rabbia, ha ucciso il cane Wellington, decide che non può più fidarsi di lui e che deve abbandonare una casa non più sicura per raggiungere la madre.

Facendo appello a tutto il coraggio di cui dispone e ai trucchi imparati dalla psicologa della scuola, Siobhan, per mantenere la calma, il ragazzo comincia un difficilissimo viaggio verso Londra, affrontando una folla di estranei, poliziotti, mezzi di trasporto sconosciuti e passaggi angusti.

Non raccontiamo come finisce il libro, anche perché questa avventura segnerà un nuovo inizio e fornirà a Christopher la spinta per credere nei propri sogni: laurearsi a pieni voti e diventare uno scienziato.

 

2500px-London_Underground_Overground_DLR_Crossrail_map.svg Brixton_Tube_Station_-_Victoria_Line

 

Mark Haddon ritrae con lucidità e nitidezza i ragionamenti e la personalità del giovane Christopher nel suo difficile rapporto con i genitori e con il mondo esterno. Il ragazzo non vuole essere toccato, perciò anche l’affetto verso i genitori è privo di contatto fisico e si traduce al massimo nello sfiorarsi di due mani aperte a ventaglio. Si rifiuta di mangiare se nel piatto trova cibi a contatto tra loro: gli alimenti devono essere rigorosamente separati e, ovviamente non devono essere gialli o marroni. Accudisce con cura il suo topolino addomesticato, Toby, ma, di amici, neanche a parlarne. Il padre e la madre fanno quotidianamente i conti con la particolarità del figlio, si scontrano con lui e tra loro nel tentativo di dare a Christopher e a se stessi una vita “normale”. L’autore non giudica i loro comportamenti, ma ne descrive l’alternanza dei sentimenti: l’umana rabbia impotente, la stanchezza rassegnata, la gioia dello stare insieme e il profondo amore per il figlio, nonostante le difficoltà.

 

Cotechino-Servito-Polenta-Lenticchie

 

Un giro al centro commerciale o un viaggio in metropolitana possono diventare un ostacolo insormontabile per una persona che non sopporta gli spazi affollati. Accucciarsi a terra e gridare con le mani sulle orecchie può essere l’unica soluzione per non udire le voci della gente e il frastuono dei vagoni sulla banchina; risolvere mentalmente dei problemi di matematica è un modo per ritrovare la concentrazione e la calma. Christopher possiede infatti capacità matematiche fuori dal comune e, nel racconto, propone e commenta quesiti logici, funzioni e grafici. Ha inoltre la passione per le piante topografiche (conoscere il luogo in cui si trova lo aiuta a sentirsi al sicuro) e controlla spesso l’orologio per conoscere l’ora esatta. La sua intelligenza si concentra su ciò che è tangibile e detesta le metafore: espressioni come “ridere a crepapelle” o “avere scheletri nell’armadio” non significano nulla, in quanto non corrispondono alla realtà.

La narrazione in prima persona alterna capitoli narrativi a brevi capitoletti dedicati alla riflessione del protagonista su un particolare aspetto dei suoi problemi comportamentali o su un ragionamento matematico.

Raccogliere in un libro fatti e pensieri è proprio il consiglio che Siobhan rivolge al giovane Christopher, che accetta la sfida rivelando ancora una volta la propria determinazione:

“Mi piaceva avere un progetto da portare a termine e mi piaceva soprattutto se si trattava di un progetto difficile come scrivere un libro.”

Perciò. . .buona lettura!

 

Seat_600_red_vl_TCE

Veder passare auto rosse significa per Christopher che la giornata sarà buona!